Titomba, un termine che di primo acchito potrebbe richiamare alla mente elementi funebri, sepolcri, necropoli. Di fatto stiamo parlando di una struttura ipogea, in agro di Ugento, dedita all’attività di molitura delle olive in un contesto in cui la produzione dell’olio rappresentava una delle principali forze trainanti dell’economia salentina.
Lascia un commentoSalogentis Articoli

SPECCHIA – Una vecchia con la conocchia in grembo intenta a filare e un’arancia rigorosamente amara in mano, con sette penne di gallina conficcate (tante sono le settimane della Quaresima). In Sardegna c’è una variante: una pupa con sette gambe.
Lascia un commentoNon solo grotte. Il sottosuolo è ricco di numerose cavità, anche artificiali, per sopperire alla naturale necessità dell’uomo di realizzare strutture da destinare a diverse esigenze: culturali, religiose, abitative o, più semplciemente, per la coltivazione dei tufi.
Lascia un commento12 agosto 1480
I Turchi conquistano Otranto
12 Agosto 1480: dopo 11 giorni di coraggiosa resistenza i Turchi aprono una breccia nella mura cittadine conquistando la città di Otranto. Due giorni più tardi 800 idruntini verrano decapitati per non aver rinnegato la propria fede.
Approfondisci la notizia

Veduta di Genova nel 1481, le sorti di Otranto in un acrilico di Cristoforo Grassi
1480. Sisto IV chiede l’intervento della flotta genovese per risolvere un problema impellente nelle contrade che vantano il primo sbarco dell’apostolo Pietro. Una città cristiana. Molto, molto lontana dalle terre liguri. I turchi hanno invaso Otranto.
Una casa abbandonata infestata dalla piante; un giardino con sculture enigmatiche e a tratti inquietanti; la spettrale presenza di un uomo solitario dedito alle arti, un poeta che fonti orali sostengono sia morto suicida tanto tempo fa in un anno imprecisato, sulla cui persona i discendenti dei suoi vicini intessono storie esotiche, quasi come se ci si stesse riferendo ad una figura eterea e leggendaria, la cui esistenza si disperde tra le inestricabili trame temporali: “lu pulaccu“…
Lascia un commentoUn ritorno decisamente vintage dei canoni estetici scheletrici tendenti all’anoressia che per un certo periodo sembrava avessero abbandonato il défilé in favore del body positivity con forme muliebri ben in vista a incanalare l’intensa energia procreatrice della Madre Terra: nell’autunno del 2001 La venere degli Alimini fa il suo ingresso in passerella.
Lascia un commento







