Un ritorno decisamente vintage dei canoni estetici scheletrici tendenti all’anoressia che per un certo periodo sembrava avessero abbandonato il défilé in favore del body positivity con forme muliebri ben in vista a incanalare l’intensa energia procreatrice della Madre Terra: nell’autunno del 2001 La venere degli Alimini fa il suo ingresso in passerella.
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Gli ingranaggi della macchina produttiva di intere generazioni di salentini sono stati oleati dallo stesso olio prodotto da ettari di uliveti che colmavano qualunque orizzonte sul quale si poggiasse lo sguardo. Maturato alla luce del sole e lavorato nel sottosuolo in centinaia di frantoi ipogei scavati nella nuda roccia, con macine messe in movimento da muli e asini che si alternavano durante le ore del giorno e delle notte per permettere alla produzione di non fermarsi mai. Ininterrottamente. Per diversi mesi l’anno.
Lascia un commentoAnche se da un primo momento poteva sembrare un’impresa titanica, ai limiti dell’impossibile, Francesco Accogli è riuscito dove molti altri avrebbero desistito alla prima difficoltà. Quattro lunghi anni, ma, finalmente!, come dice lo stesso autore nel prologo, questa piccola grande creatura ha visto la luce.
Lascia un commento17 febbraio 1810
Un terremoto nel Salento
17 Febbraio 1810: un violento terremoto si scatena nel sottosuolo salentino. Tra i centri particolarmente colpiti c'è Cutrofiano. Nessuno muore durante il sisma e tutti ritengono che sia grazie all'intervento di Sant'Antonio da Padova.
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La concia delle pelli nel Salento
A questa razza d’uomini, da noi oggidì appellati Barbari, dobbiamo il risorgimento delle lettere in Europa; pel corso di più di tre secoli nelle nostre scuole altri nomi non s’udirono; che quei d’Avicenna, d’Averone, d’Alcanzeno, ecc. A questa nazione similmente, che s’annidò nelle nostre regioni, facendovi lunga dimora, e penetrando fin’anche a queste nostre estreme contrade, molto deggiono le arti, ed il commercio […] il Marocchino, il Cardovano, il Bazano, che noi ora corrottamente diciamo Vezano, e per cui denotare gl’italiani in decorso si avvalsero delle voce Montonina, sono nomi di cuoi di animali conci, che non d’altronde ci sono venuti, che dagli Arabi, da’ quali forse ancora ci si sarà trasfusa la maniera attuale di conciarli. [1]
SPECCHIA (LE) – In questo scorcio di fine estate a Specchia si è respirato un clima di recupero della memoria che, il 1° settembre, ci ha inoltrato nel passato attraverso la presentazione di una piccola opere a carattere religioso, una Madonna con Bambino benedicente.
Lascia un commentoNelle immediate vicinanze della Masseria Grande di Surano, all’ombra dell’imponente torre e di vecchie costruzioni ad uso dei massari recuperata a nuova vita, (ri)sorge una piccola cappella rurale dedicata a San Felice.
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